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2021 – Lettera problematica Anelli

Dic 4, 2021 | Commenti

Vista la comunicazione apparsa sul sito Foi da parte della ditta Demerio fornitrice degli
anellini penso sia opportuno sottolineare alcuni aspetti per poi ricercare le idonee
soluzioni.
La comunicazione fatta sottintende ciò che in questi mesi è stato evidenziato da molti
allevatori sulla qualità degli anellini oltre ad una probabile difficoltà di reperimento della
materia prima.
Il tema però non è solo cosa succederà in futuro con le nuove forniture annunciate ma
bensì come dare risposte e soprattutto coperture a tutti gli allevatori che con le prime
forniture si sono trovati con anellini che in pochi giorni hanno perso tutti i riferimenti di
riconoscimento dei soggetti.
Mi riferisco prioritariamente a quegli allevatori detentori di fauna autoctona e fauna CITES,
ovviamente non mi sfugge il potenziale danno espositivo per tutti gli atri soggetti.
Su fauna autoctona e Cites la smarchiatura degli anelli ,come si è verificato ed
abbondantemente documentato, mette a rischio la possibilità dell’allevatore di dimostrare
la legittima provenienza ed il corrispettivo riferimento alle denunce di nascita.
Stiamo parlando di rischio penale visto che le due specifiche normative sono molto
prescrittive sulle modalità di anellamento, sulle caratteristiche dei singoli anellini e sulle
dichiarazioni e le registrazioni.
Penso che non può bastare una comunicazione della ditta produttrice con sole motivazioni
commerciali per mettere a riparo il rischio che corrono i singoli allevatori.
Per ovviare a tale situazione penso sia opportuno mettere in campo alcune azioni che
consentano ai singoli allevatori di poter giustificare agli organi di controllo la legittima
provenienza di soggetti che per via dell’anello”anonimo” non sarebbero nella condizione di
fare.
Occorre in prima istanza :
1)Chiedere un incontro, da parte della Federazioni,agli organi di controllo nazionali (Cites
– Fauna Autoctona)

2)Concordare con Cites e Fauna Autoctona un modulo di autocerificazione che
affiancato alla denuncia di nascita Cites o alla registrazione su fauna autoctona attesti i soggetti che hanno avuto la decolorazione dell’anello

3) Verificare la possibilità di marcatura alternativa all’anello inammovibile il cui costo non
ricada sulle spalle degli allevatori e che abbia un livello di riconoscibilità sia sul livello
ispettivo sia sul livello espositivo.
4) Chiedere al fornitore (Ditta Demerio)la certificazione per singolo allevatore degli anellini
a rischio di decolorazione e relativo annullamento dei riferimenti personali (rnan°progressivo – anno di nascita). Certificazione de ttagliata con relativi numeri progressivi.
5)Chiedere al fornitore la sostituzione degli anelli “a rischio”, Per quanto riguarda la fauna
autoctona,si potrebbe recuperare parte del danno visto il periodo di cova non ancora
iniziato, su cites sia su psittaciformi che fringillidi ed estrildidi la stagione cova gia iniziata
impone una forma giustificativa che tenga nel momento del controllo.
Inoltre vorrei ricordare che per quanto riguarda l’Allegato X Cites, la cui stagione cove è
già iniziata, che per quanto ci riguarda comprende :
Psittaciformi :Cyanoramphus novaezelandiae – Psephotus dissimilis
Passeriformi: Carduelis cucullatatutti i soggetti devono essere obbligatoriamente anellati
(con anello inammovibile di produzione industriale e con identificazione univoca ), visto
che per queste specie non c’è l’obbligo di denuncia di nascita e registro, quindi l’anellino
inammovibile è l’unico attestato di legittima provenienza.
Anche la soppressione dell’anello S prevista a maggio 2021 per il Padda (Specie
Cites)aggiunge un ulteriore problema.
Per ultimo, ma non per importanza, non sfugge la problematica interna sul versante
espositivo che comporta anche in questo caso l’impossibilità di nostra verifica interna del
controllo anelli nelle nostre manifestazioni, avendo a rischio che l’anello decolorato
potrebbe risultare segno di riconoscimento, ma su questo problema la discussione e le
soluzioni sono tutte interne
Per il Consiglio Direttivo Sor
Il Presidente
Ivano Gualerzi