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2018- TRASPORTO E SANITA': VERSO E DA PAESI EXTRA UE ( 3 )

Pubblicato: 17 settembre 2018

2018- TRASPORTO E SANITA': VERSO E DA PAESI EXTRA UE ( 3 )

COMPLETIAMO LA DOCUMENTAZIONE SU TRASPORTO E SANITA', INIZIATA COL MOD. 4 (14 settembre) e Certificato Sanitario Internazionale (17 settembre)

  1. Certificazione sanitaria riguardanti Paesi extra UE

Questa situazione è particolarmente complessa ed non è di semplice gestione da parte di un singolo allevatore sportivo.

C’è una base che condiziona in modo determinante tutta la legislazione comunitaria e di paesi terzi: ci sono malattie avicole devastanti, con gravi conseguenze dal punto di vista economico, oltrechè sanitario per la vita degli avicoli. Ciò comporta un obiettivo irrinunciabile: evitare la diffusione di malattie attraverso il trasporto degli animali , sia aventi destinazione alimentare e sia da compagnia (altrimenti chiamati: “altri volatili allevati in cattività”).

Ecco una dei punti chiave: sul piano delle cautele sanitarie, nessuna differenza fra un canarino ed un tacchino. E questo ci penalizza gravemente. Sono previste deroghe per gli esemplari di specie avicole destinati a mostre sportive, ma sono ben poco utili di questi tempi.

Con i Paesi Terzi con i quali non sono previsti accordi sanitari scattano procedure molto severe che impongono periodi di quarantena: per le nostre attività, sono procedure impensabili. Ciò vale anche per il rientro di esemplari UE trasportati in un Paese Terzo per partecipare ad una mostra.

Con i Paesi terzi con i quali l’UE ha stretto accordi sanitari, esistono procedure ufficiale che devono essere rigorosamente rispettate. E non è detto che siano identici per tutti i Paesi. Ecco perché è molto difficile realizzare un Campionato Mondiale Ornitologico in un Paese Extra UE: condizioni sanitarie di improbabile realizzazioni per allevatori sportivi. E’ sufficiente leggere la Direttiva UE al seguente link: http://www.sor.re.it/News/tabid/78/articleType/ArticleView/articleId/3675/2018-PARLIAMO-DI-CERTIFICATI-SANITARI-PER-MOSTRE.aspx

Sembra un atto terroristico.......ed è nato mirato alle attività degli allevatori sportivi di pet birds. Unita alla Decisione di esecuzione UE n. 2018/1136, del 10 agosto : divieto preventivo (cioè anche in assenza di focolai) , di tutti i concentramenti di specie avicole, pollame e qualsiasi altro volatile allevato in cattività. Oggi è molto difficile fornire indicazioni semplici, comprensibili e immediatamente applicabili riguardo il trasporto di avicoli da compagnia (pet birds) da e per Paesi Terzi. Questo significa , sul piano pratico, due cose:

-export in Paesi extra UE: occorre una licenza di esportazione (rilasciata da Ministero Commercio Estero, tempo minimo due settimane) e documenti coerenti con le norme sanitarie del Paese terzo (è opportuno il contatto con l’ambasciata in Italia del Paese Terzo di destinazione. Inoltre, in alcuni casi, ogni esemplare deve essere marcato con marcaggio riconosciuto a livello internazionale. Questa complessità esclude che un singolo allevatore sportivo possa portare ad una mostra o mercato o esposizione i suoi esemplari senza una opportuna preparazione di documenti: a volte è sufficiente il Certificato Sanitario Internazionale ;

-import da Paesi Terzi: dal punto di vista sanitario è ancora più complicato, poiché – come detto in precedenza- le norme UE sono severissime. Occorre verificare Paese per Paese quali accordi sono in vigore.

Stiamo parlando di uccellini, non di testate nucleari…..

In sintesi, la gestione del trasporto di volatili, anche ornamentali, richiede, già  dal momento della partenza dall’allevamento, quanto segue:

-entro il territorio italiano: il Mod. 4 cartaceo o la scheda ingabbio-autocertificazione omologata;

-entro il territorio UE: il Certificato Sanitario Internazionale timbrato e firmato dall’AUSL competente per territorio;

-da e per Paesi Terzi: verificare caso per caso la normativa concordata. Sconsigliabile portare esemplari in un Paese terzo o esportare da Paese terzo qualunque tipo di volatile senza la corretta documentazione sanitaria. Nel caso di fauna protetta, il problema si ingigantisce.

 

17 settembre 2018

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