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2017-RICORDO: 3 OTTOBRE 2013,LA STRAGE DI LAMPEDUSA

Pubblicato: 01 ottobre 2017

2017-RICORDO: 3 OTTOBRE 2013,LA STRAGE DI LAMPEDUSA
Il 3 ottobre 2013, nella notte fra i,l 2 ed il 3 ottobre, un barcone partito dalla Libia alla volta della Sicilia fece naufragio di fronte a Lampedusa. Furono 368 i morti accertati nel canale di Sicilia, una ventina i dispersi, 155 i migranti tratti in salvo: uno dei naufragi più gravi nel mediterraneo (ad oggi si stimano in 5.000 in totale le vittime di naufragi fra i migranti).
"Io qui sono nata una seconda volta, l'Italia mi ha dato un'altra vita. Ho lasciato a casa, in Svezia(!), il mio bambino di sei mesi pur di tornare a Lampedusa.....per riabbracciare gli altri superstiti ed i pescatori che ci hanno salvato".
Kebrat, la giovane eritrea creduta morta nel naufragio e salvata dall'intuizione del medico di Lampedusa, che colse un lievissimo battito nel suo polso e insistè a rianimarla, ridandole la vita che stava sfuggendo.
Uno straordinario caso di solidarietà, di generosità di tutti i cittadini e le forze che si trovarono a vivere un episodio che non dimenticheranno mai. L'umanità trionfò , quel 3 ottobre 2013.
Ma si dileguò presto, in qualcuno, tanto da spingerlo a chiedere con forza la chiusura dell'hotspot di Lampedusa, manifestando tutta la sua intolleranza nei confronti dei migranti ospitati che, a suo dire, avrebbero portato l'isola al collasso (nelle scorse settimane era piena di turisti....). Tutto ciò ci crea un profondo senso d'imbarazzo.
SOR, in quella occasione, volle testimoniare la sua solidarietà agli sventurati, ed in particolare ai più piccoli, ai bambini. Il catalogo dell'Internazionale era già stato
stampato, ed allora SOR, con l'aiuto del magico Marco, predispose due nuove copertine, con la dedica della 74^ edizione proprio ai bambini di Lampedusa.
In ricordo di quel tragico episodio, per commemorare quelle vittime e con l'auspicio che simili tragedie non si ripetano, ripubblichiamo quelle copertine, perchè non si perda memoria.
E, possibilmente, affinchè le parole che ci escono dalle labbra siano di solidarietà e colme di una profonda umanità e rispetto per il dolore, la sofferenza, la morte.
Perchè di questo si tratta.

3 ottobre 2013                                                             3 ottobre 2017

" ...Mi viene da sorridere quando, ogni volta che stiamo per qualche giorno lontani, ci abbracciamo tutti e tre e ci diciamo: "...la mia famiglia...". Solo ora riesco a capire l'importanza di queste semplici parole....Mi raccomando, non perdiamo la tradizione del nostro abbraccio e della nostra straordinaria frase " la mia famiglia".
Dal messaggio al figlioletto che il comandante dei carabinieri subacquei che con i suoi uomini riportò a galla i cadaveri dai fondali marini. Il valore della vita, il valore della famiglia....

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