News

2015-AVIARIA & MERCATI:UN REMAKE DI ANTONIONI

Pubblicato: 07 marzo 2015

2015-AVIARIA & MERCATI:UN REMAKE DI ANTONIONI

C'è una interrogazione parlamentare sul divieto di fiere e mercati a seguito del caso di aviaria a Rovigo nel dicembre del 2014 (ormai tre mesi fa.......)

C'è una risposta sorprendente (o forse no) del sottosegretario alla Salute.

A leggerle, sembra di rivivere un film del grande Antonioni sull'incomunicabilità.

Solo che ora l'incomunicabilità è voluta, cercata, costruita: per rispondere (l'aspetto formale ) senza rispondere (la sostanza).

Uno chiede: il divieto di mercati di avicoli (ovviamente domestici e ad uso alimentare o ornamentale) in 5 regioni produce gravi danni economici e disagi ai cittadini (pensiamo ai commercianti ambulanti ed alle loro famiglie di 5 regioni del nord).

L'altro risponde:il divieto di utilizzo dei richiami vivi (ovviamente non ad uso alimentare) era importantissimo, tanto è vero che anche in altri Paesi l'hanno adottato.

Mi fa venire in mente un ricordo della mia prima infanzia. Un breve colloquio ( rigorosamente in dialetto) fra mio nonno che lavorava nell'orto ed un suo coetaneo che rientrava da una passeggiata:

Domanda: "cosa sono quelle, bietole?"

Risposta: " No, no, sono bietole"

Controrisposta: "Ah, credevo fossero bietole!"

Questi signori superavano  gli ottant'anni (ed avevano lavorato duro tutta la vita) ed erano un pò (molto) sordi.

Ma questi?

Per i primi nutro tenerezza, ma per i secondi?

Ecco le nostre "bietole"

Chiesta in Commissione Affari Sociali  la revisione dei provvedimenti dirigenziali emanati per fronteggiare il rischio di diffusione del virus influenzale sottotipo H5N8.

Secondo il parlamentare Stefano Borghesi ,che ha presentato in proposito una interrogazione, i provvedimenti ministeriali contro il virus influenzale sottotipo H5N8 ad alta patogenicità "stanno causando un danno economico e sociale a migliaia di cittadini e lavoratori". La richiesta dell'interrogante al Ministero della Salute è stata dunque di rivedere i provvedimenti adottati, suggerendo di porre in quarantena una zona cuscinetto di 10 chilometri intorno al solo allevamento dove il ceppo di virus è stato riscontrato.

Il Sottosegretario Vito De Filippo ha risposto in Commissione Affari Sociali che le iniziative ministeriali adottate, sono  coerenti con le disposizioni comunitarie e in particolare con la decisione della Commissione734/2005/CE, in base alla quale gli Stati membri devono provvedere affinché,nelle zone del loro territorio, identificate come particolarmente a rischio di introduzione dell'influenza aviaria, venga vietato l'uso di volatili degli ordini Anseriformes e Charadriiformes come richiami («uccelli da richiamo») ( 1 ).La stessa Decisione ha previsto che gli Stati membri riesaminino periodicamentele misure adottate, per garantire l'adeguamento al cambiamento della situazione epidemiologica e ornitologica nelle zone del loro territorio da essi riconosciute particolarmente a rischio di introduzione dell'influenza aviaria.
Su queste basi,  il Ministero della salute ha ritenuto di sospendere la deroga al divieto di utilizzo dei succitati richiami vivi ( 1 ), a seguito del focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (H5N8 HPAI) nell'area geografica nella quale è presente la maggiore densità di anatidi svernanti a livello nazionale.

Nel suo atto parlamentare, Borghesi citava gli esempi di altri Stati membri:"è stato dichiarato dalle autorità sanitarie olandesi, britanniche e tedesche, ove il ceppo di virus si è scoperto agli inizi di novembre 2014 e confermato dalla stessa Commissione europea, che ci sia poco da temere,precisando che il rischio per la salute pubblica è molto basso e non c'è alcun pericolo per la catena alimentare addirittura precisando che a differenza dell'H5N1 il virus H5N8 è altamente contagioso negli uccelli, ma non è mai stato scoperto negli esseri umani; nel Regno Unito, le autorità hanno semplicemente imposto una zona di quarantena di dieci chilometri attorno alla fattoria dello Yorkshire dove è stato trovato il virus; nei Paesi Bassi è stato deciso un blocco di soli tre giorni delle esportazioni di tutto il pollame e una quarantena di trenta giorni attorno all'allevamento colpito".

Per quanto riguarda le misure adottate dagli altri Stati membri, "ritengo opportuno segnalare - ha affermato il Sottosegretario-  che in Olanda,territorio nel quale la densità degli allevamenti avicoli è paragonabile a quella presente nel nord Italia, l'attività venatoria ( 1 ) è stata immediatamente sospesa su tutto il territorio nazionale, dopo la conferma del primo focolaio di influenza sottotipo H5N8".
"Concludo rappresentando, che si deve tener conto che il virus influenza sottotipo H5N8 può causare negli anatidi infezione in assenza disintomatologia"- ha affermato il rappresentante del Governo, aggiungendo che "non è da sottovalutare che tale possibilità comporta un ragionevole rischio di trasmissione alla popolazione domestica ( 2 ), con potenziali e gravissime conseguenze per il settore produttivo nazionale".

Nota a commento:

( 1 )-Borghesi non fa alcun riferimento alla caccia, mentre il sottosegretario ha questo solo focus. Borghesi, quando parla di “provvedimenti ministeriali contro il virus influenzale sottotipo H5N8 ad alta patogenicità che "stanno causando un danno economico e sociale a migliaia di cittadini e lavoratori", non si riferisce certamente ai cacciatori danneggiati dalla mancanza dei richiami vivi (proibiti) ma ai cittadini che svolgono attività primarie (essenziali per il loro mantenimento)come l’attività mercantile (fiere e mercato proibiti a tempo indeterminato in 5regioni). La risposta del sottosegretario è dunque totalmente fuori registro e,pertanto,inutile.

(2 )-Tutti i focolai, di alta patogenicità (HPAI) o bassa (LPAI) comportano un “ragionevole rischio di trasmissione alla popolazione domestica”. Se così non fosse , non vi sarebbe un protocollo comunitario che vincola ad adottare una serie precisa di provvedimenti. Nessuno, però, ha mai adottato provvedimenti a tempo indeterminato, ed in particolare un divieto di fiere e mercati di tutti gli avicoli (non solo da richiamo) in ben 5 regioni. E non lo mantiene attivo con le scuse che c’è un ragionevole rischio di trasmissione alla popolazione domestica o c’è un fantomatico focolaio LPAI in un misterioso allevamento amatoriale di anatre con laghetto in Toscana. Che- fra l’altro, non è fra le 5 regioni colpite dal divieto di mercati né è stata oggetto di particolari provvedimenti dopo il “caso” Arezzo (di cui non c'è traccia nei siti istituzionali ufficiali).

[...]

Contatti
  • Via F.lli Manfredi, 57/3
  • 42124 Reggio Emilia
  • ITALY
Copyright 2012 by SOR Privacy Termini di utilizzo