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NOI STIAMO CON CATERINA

Pubblicato: 30 dicembre 2013

NOI STIAMO CON CATERINA

NOI STIAMO CON CATERINA

Umani, animali e “animalisti”.

 

La storia di Caterina occupa i media da alcuni giorni:”Ho 25 anni, grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale; senza la ricerca sarei morta a 9 anni”.

Storia umana di vita e di morte,ringraziamento a persone e metodologie di ricerche che hanno consentito alla stessa Caterina di sopravvivere, finora, alle sue gravi immunodeficienze da cui è affetta.

            Per questo suo ovvio grazie per la vita afferrata per i capelli, per questo suo semplice esercizio di un diritto proprio di un essere senziente ad esprimere un parere ed a ringraziare per essere vivo, Caterina –nel giro di qualche ora- è stata massacrata di insulti e minacce da sedicenti “animalisti”: ”Era meglio se morivi a 9 anni, brutta imbecille, io sperimenterei su persone come te”; ed anche: “Se per darti un anno di vita sono morti anche solo 3 topi, per me potevi morire pure a 2 anni”.

            Ma dove siamo finiti? Ma il livello di violenza ha dunque raggiunto queste vette? Ma dov’è finita la solidarietà “animale” (Caterina,l’uomo, fa pur parte del regno animale…), uno dei capisaldi della millenaria società umana (e non solo)?

            Qualcuno si è chiesto “perché,tra i fanatici incapaci di affrontare qualunque discussione, i sedicenti “animalisti”occupino un posto così rilevante. Chi ama la natura , la frequenta, la ammira, ci vive in mezzo,cerca di sentirsene parte, sa che la natura è complessa; non è schematica, la natura, non è ideologica”, come invece sono questi poveretti. E ancora: “Il rispetto per gli animali è una manifestazione di pensiero evoluto. L’animalismo isterico è una devoluzione patologica della cultura umana”.

            Che non colpisce solo l’uomo con una violenza incredibile ( augurio di morte) ma tutto il regno animale, prima ancora che il modello umano di democrazia : ogni essere, umano o no, ha il diritto di esprimere ciò che sente e di vivere la propria vita secondo il modello proprio della sua specie. In questo è compreso anche il diritto di difendere la propria vita contro le minacce, anche quelle della stessa natura, che non è necessariamente “benevola”.

            Qualcuno (animalisti “ufficiali”) dicono: ma si tratta di azioni di poche persone, “sicuramente non animalisti” e commenta: “CREDIAMO CHE TUTTO IL CLAMORE CREATO INTORNO A QUESTA STORIA SIA DOVUTO ALLA LEGGE SULLA VIVISEZIONE AL VOTO IN GENNAIO E DENIGRARE IL PENSIERO ANIMALISTA, STUMENTALIZZANDO LE CONDIZIONI DI SALUTE DI UNA RAGAZZA NON E’ CERTO IL PEGGIO CHE CI  SI PUO’ ASPETTARE DAI VIVISETTORI” (dal sito www.animalisti.it ).Dunque, solidarietà a Caterina ma come opportunità di propaganda

Ideologica, null’altro. Strumentalizzazione ripresa in una lettera del presidente della medesima organizzazione ai giornali:“Solidarietà…..ma fai attenzione: ti hanno ingannata, eccome, e questo è inaccettabile tanto quanto le minacce. Tu sei viva e salva…ma non grazie alla sperimentazione sugli animali….”.

            Solidarietà,ma solo in quanto consente di propagandare una ideologia, che pare rimanere il vero, unico, motivo di vita e che giustifica un’attiva militanza, spesso violenta, e non solo a livello verbale.

            Stupisce che in un caso grave come quello di Caterina le grandi organizzazioni “animaliste” non prendano una decisa e precisa posizione: anche gli uomini sono “animali”. Forse che dobbiamo essere autorizzati a pensare che anche per le organizzazioni animaliste ufficiali sul dolore fisico e psicologico di Caterina, sulla precarietà della sua vita prevalga l’ideologia della vivisezione? Dobbiamo forse pensare che sulla lotta per la vita e per una esistenza dignitosa come si confà ad un essere senziente, prevale la lotta contro la sperimentazione di farmaci sugli animali?

 

            Non entriamo,in questa sede, né sui motivi a sostegno della sperimentazione che contro, anche se l’intervista a la Repubblica (29/12/13) di Michela Kuan,responsabile LAV del tema vivisezione, ci darebbe ampi motivi.

Ci chiediamo però se il Ministero Salute e quello Ambiente non sentono la necessità di avere loro chiarimenti, trattandosi di soggetti che ottengono riconoscimenti, collaborazione e forse agevolazioni economiche da istituzioni che rappresentano tutti i cittadini, anche quelli come Caterina.

E ci chiediamo se il Ministero Agricoltura, in cui è inquadrato il Corpo Forestale dello Stato, non ha nulla da verificare in merito all’Accordo di collaborazione del luglio di quest’anno fra CFS e la Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente, che, ad oggi, non ha ancora espresso un suo commento sull’episodio.

Altre notizie in una successiva news

 

 

30/12/2013

 

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