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RIFORMA STATUTO FOI: MOTIVI DI RIFLESSIONE ( 1 )

Pubblicato: 13 dicembre 2013

RIFORMA STATUTO FOI: MOTIVI DI RIFLESSIONE ( 1 )

 

 

Il  PRESIDENTE CHE  VERRA’

 

RIFORMA: Il PRESIDENTE FOI- UN UOMO SOLO,ABBANDONATO AL COMANDO.

 

            Spesso capita che, nel porre mano a revisioni di atti, si intervenga esclusivamente su dettagli. La mancata, costante visione del tutto rischia di produrre un risultato che è l’opposto di quello che ci si era posto. E’ ciò che è capitato, probabilmente, con il tentativo di riforma dello Statuto FOI: nessuno può ragionevolmente pensare che l’obiettivo fosse il risultato di cui le Associazioni sono state messe a conoscenza. Basta leggere con la normale sensibilità ed attenzione la figura del Presidente come risulta dalla proposta inviata: incredibile ed inaccettabile, soprattutto per una organizzazione di volontariato onlus. E’ anche per questo motivo che una operazione di riforma della carta costituzionale non deve e non può essere realizzata senza il concorso fattivo di più sensibilità.

 

-Il Presidente FOI viene eletto direttamente dai Presidenti di Associazione; non deve avere subito provvedimenti disciplinari FOI negli ultimi 5 anni ma può avere subito condanne penali definitive (la norma contenente questo vincolo è stata eliminata dalla “riforma”….).

-Il Presidente indica i 6 consiglieri della sua squadra, che vengono eletti con lui: quindi li ha valutati e scelti. Eppure-una volta eletto-  può revocarne e cambiarne il 50% senza che nessuno possa sindacare l’operato. La libertà di scelta degli elettori viene messa a rischio da questo articolarissimo potere. Può modificare d’imperio gli equilibri del CDF approvati dagli elettori. Può esercitare, di conseguenza, grande pressione sui consiglieri, quasi in forma intimidatoria.

-I rimpiazzi dei revocati li decide lui, il Presidente, senza alcuna verifica da parte dei soci o di altri organismi. Questi rimpiazzi non sono eletti, ma chiamati.In questo modo il CDF non è espressione delle Associazioni e degli allevatori, che sono al centro di FOI,  ma solo del Presidente federale.

-Il CDF è, in pratica, un monopensiero: si rischia che non ci sia spazio per orientamenti diversi da quello del Presidente,che resta in carica 4 anni (+30% rispetto allo statuto vigente) e può essere rieletto a vita. In caso di 1 solo candidato, può essere eletto anche con un solo voto singolo espresso, su circa 235 aventi diritto di voto. L’unico modo per dissentire nel voto per l’elezione di un Presidente è votare scheda bianca: ma non incide sulla elezione. Sia chiaro: tutto questo vale chiunque sia il Presidente,non è un problema di nomi. Le carte fondamentali non si costruiscono ad personam, per favorire o ostacolare.

-Il Presidente costituisce, nomina e cancella- a suo insindacabile giudizio e volere- le Commissioni o i Comitati Federali e si sostituisce ad essi. Può scegliere di non consultare né confrontarsi con nessuno: come è stato fatto con la “riforma” dello Statuto.

-Di fatto, il possibile momento di dibattito per la verifica del programma del CDF rappresentato, nei momenti eccezionali,dall’Assemblea straordinaria non esiste più: l’Ass. Straordinaria servirà solo per le modifiche statutarie e si potrà autoconvocare solo se si raggiunge il quorum del 33% (n. 79) delle Associazioni: molto improbabile. I Raggruppamenti perdono un ruolo, l’unico che avevano nei confronti del CDF: non possono più chiedere la convocazione dell’Assemblea straordinaria.

-E’ cancellato lo strumento del Commissario straordinario, istituito per garantire continuità in un eventuale momento di difficoltà di Governo federale. Che non è detto ci sia, ma può esserci.

 

            Approvando questa riforma,realizziamo il sogno di molti capi: non avere rompiscatole attorno, da ascoltare, cui rispondere perdendo tempo prezioso. Il sistema FOI è finalmente“normalizzato”: un uomo solo è al comando; ma,chiunque sia, è sempre un uomo solo (cioè solitario), perché chi lo circonda si sente precario, quindi non è motivato ad aiutarlo. Personalmente, mi rifiuterei di servire come Presidente un’organizzazione con un tale Statuto.

           

            Approvando questa riforma, che porta all’estremo il modello attuale, avremo un Presidente federale oppresso da una enorme solitudine, progettuale, operativa e morale, un Presidente federale apparentemente molto forte poiché tutte le scelte e le decisioni competono a lui ma in realtà debolissimo, poiché questo modello gli scarica addosso tutto. Sarà mai in grado di utilizzare davvero tutto questo potere senza esserne immobilizzato o travolto? Dopotutto, anche lui, qualunque sia il suo nome, è un uomo.

 

            Questa “riforma” non modifica le linee precedenti, ma le completa in senso ancor più illiberale. Che motivo c’è?

            Questa riforma , lungi dal consentire innovazione, perpetua l’immobilismo. E’ ciò di cui il Movimento ha oggi bisogno?

           

            Approvando questa riforma, diciamo consapevolmente addio al 1° principio informatore dichiarato alla base della riforma stessa:“Al centro della FOI-Onlus sta il singolo allevatore ed il suo allevamento. Le decisioni andranno prese al livello più possibile vicino alle Associazioni ed agli allevatori”. In realtà, con questa riforma, non sarà così.

            E’ questo che volete per le vostre Associazioni ed i vostri associati, colleghi Presidenti?

 

          

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