News

AVIARIA: E LE MOSTRE ?

Pubblicato: 08 settembre 2013

AVIARIA: E LE MOSTRE ?

AVIARIA: PARLIAMO DI MOSTRE SCAMBIO

Mentre le istituzioni sanitarie affrontano la minaccia del virus influenzale con l’obiettivo di stroncare la sua propagazione, noi ornicoltori ed ornitofili dobbiamo affrontare i problemi che la situazione sanitaria pone alla nostra attività.

E’ evidente che, essendo la situazione non ancora stabilizzata, sia le decisioni già in vigore con le ordinanze che quelle che verranno assunte nelle prossime ore potranno essere riviste e modificate alla luce di nuovi contesti. Ad esempio, in assenza di nuovi focolai nei prossimi giorni, è probabile che i divieti vengano ridisegnati o, almeno in parte, rimossi. Viviamo tempi di incertezza che richiedono conoscenza e flessibilità.

Da un lato, dobbiamo prestare la massima attenzione per evitare che il virus si propaghi, eventualmente, alle nostre collezioni. Forse influenzati dalla mancanza di notizie di coinvolgimento di passeriformi e psittaciformi nei focolai di influenza (anche nella storia passata), continuiamo a chiedere alle istituzioni, in particolare a quelle scientifiche, notizie più convincenti sul rapporto fra ceppi virali dell’influenza ed i nostri uccelli. Anche considerando una serie di caratteristiche dei nostri allevamenti che fra poco ricorderemo.

Dall’altro,ci preoccupiamo, e dobbiamo farlo con realismo e senso di responsabilità, della nostra stagione mostre-scambio. Non si tratta – ricordiamolo con chiarezza-solo di garantire la competizione sportiva ma di garantire lo scambio dei riproduttori necessari a mantenere in vita tutta la nostra attività futura. Le mostre sono il contenitore in cui avvengono gli scambi di riproduttori fra collezionisti-allevatori: bloccare le mostre e le movimentazioni degli aves da compagnia significa interrompere il ciclo vitale che garantisce l’evoluzione e la vita degli allevamenti e dell’intero sistema degli ornitofili.

E,com’è noto, l’Emilia Romagna è uno di cuori pulsanti di questo sistema.

Abbiamo capito che non tutto è chiarissimo nei meccanismi di propagazione, che non poche sono le possibili porte di accesso ed i veicoli che favoriscono spostamento e radicamento di H7N7 e fratelli più o meno prossimi. Ci permettiamo di pensare che siamo di fronte più che a certezze a ipotesi interpretative, che portano ad assumere, nell’immediato, decisioni molto prudenti. Ci permettiamo di pensare anche, che in una fase successiva, sia possibile rivedere questi primi provvedimenti, tarandoli con maggiore precisione, senza perdere in efficacia, ma semplicemente valutando con maggiore freddezza  condizioni che- nella fase acuta- non erano note.

 

La nostra azione è andata in questa direzione: collaborare con le autorità istituzionali, fornendo gli elementi tipici del nostro mondo e relazionabili alle minacce influenzali, accogliere indicazioni di comportamenti più prudenti per ottenere un allentamento dei divieti ed il mantenimento di uno standard di prudenza adeguato. Esattamente come facemmo nel 2008, quando vennero realizzate le Linee guida regionali in caso di focolai di virus influenzali a bassa patogenicità (LPAI). Oggi siamo in presenza di virus ad alta patogenicità (HPAI): dobbiamo riscrivere quel protocollo.

Come sempre, il Movimento ornicoltori è ben lieto di collaborare, con forte senso civico e consapevolezza del ruolo che riveste. E così abbiamo fatto, con un modello di confronto che non può che essere positivo per tutti.

 

Mentre attendiamo la risposta ufficiale del Ministero della Salute, vale la pena di ricordarci alcuni elementi fondamentali che devono essere, o rapidamente diventare, patrimonio di tutti gli allevatori sportivi ed essere scrupolosamente osservati: è interesse degli stessi e della collettività intera.

1)-Il mondo è cambiato, dobbiamo adeguarci. Sulle minacce sanitarie ( che possono coinvolgere anche l’uomo…) prima ci si adegua e poi, con franchezza, si discute.

2)-Tutti i nostri esemplari sono anellati e identificati singolarmente (RNA FOI/COM). Dal punto di vista della identificazione facile ed univoca di allevamento,allevatore ed uccello nonché della rintracciabilità di ogni singolo uccello,l’attuale organizzazione F.O.I/COM. fornisce risposte soddisfacenti. Quindi,invito pressante: detenere solo esemplari anellati e provenienti da fonti sicure e rintracciabili. Ad esempio, non acquistare mai uccelli via internet se non si conosce personalmente il fornitore.

        3)- Gli allevamenti F.O.I. sono collocati al chiuso, senza possibilità di contatto con animali selvatici. L’acqua di abbeverata è sempre ottenuta da acquedotti urbani: quindi sono esclusi i pericoli derivanti dalle acque libere superficiali. Il cibo è sempre contenuto in opportuni contenitori all’interno degli edifici e delle gabbie: è da escludere pertanto la condivisione con uccelli selvatici ed il rischio di contagio per questa via.

            4)- Gli allevamenti sono isolati gli uni rispetto gli altri e rispetto l’esterno.

           5)- La maggior parte dei nostri allevamenti ha, oggi, una buona attenzione sanitaria da parte di personale specializzato per le normali profilassi: non è mai stata rilevata la presenza di virus influenzali all’interno degli allevamenti amatoriali sportivi e delle mostre-scambio FOI/COM.

            6)-Nel caso di voliere esterne, esse rappresentano un rischio di contagio da parte dei selvatici. Per questo motivo,ad esempio, la scheda ingabbio di Reggio Emilia, già dal 2008, prevede l’obbligo di segnalazione da parte dell’allevatore. In presenza di fase sanitaria critica, come quella attuale, l’allevatore che ha voliere esterne non protette dal contatto con i selvatici probabilmente non potrà ingabbiare, come già avviene anche in presenza di LPAI (focolaio a bassa patogenicità). E’ opportuno, quindi,adottare in modo definitivo, provvedimenti adeguati da parte degli allevatori.

            7)-Altro elemento delicato se non critico: la convivenza di passeriformi e psittaciformi con galliformi ed anseriformi (anatre, oche e simili) anche se ornamentali.Nonostante noi non abbiamo notizia di casi di contagi provati, può essere che ciò sia stato verificato scientificamente.Anche in questo caso vale quanto detto al punto 6): in presenza di fase sanitaria critica, come quella attuale, l’allevatore probabilmente non potrà ingabbiare.

 

Ci siamo permessi di fornire consigli: ovviamente, l’allevatore mantiene la piena autonomia decisionale e ne sopporta le conseguenze. Non dimentichi, comunque che la sua azione può avere effetti anche sui colleghi.

 

Attendiamo con fiducia le decisioni ministeriali.

Perquanto riguarda le manifestazioni SOR ricordiamo l’avvenuta cancellazione di ZEBRA’s, prevista per il 22-23 settembre.

 

L’organizzazione dell’Internazionale prosegue regolarmente.

Vi invitiamo ad esaminare con attenzione il documento inserito: è estremamente interessante da un punto di vista storico ma fa anche sorridere, oggi: "..In questa città e nel suo contado, grazie a Dio, l'aria è pulita, sana e libera di ogni malattia infettiva"....Ricordiamo che la peste manzoniana è di 70 anni prima, mentre a Vienna fu solo 30 anni prima !!!!! Il documento è un pass- come quello che stiamo aspettando oggi....- del 3 gennaio 1705 per venditori di uccelli a Norimberga: veniamo davvero da lontano....

La seconda foto è un'immagine della Fiera di Sacile del 1961, 52 anni fa. Forse viene un pò di malinconia...

[...]

Contatti
  • Via F.lli Manfredi, 57/3
  • 42124 Reggio Emilia
  • ITALY
Copyright 2012 by SOR Privacy Termini di utilizzo