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2016- L'INTERNAZIONALE: ABBIAMO UNA FORZA......

Pubblicato: 21 novembre 2016

2016- L'INTERNAZIONALE: ABBIAMO UNA FORZA......

 

Domenica sera, ore 20,30. L’esposizione ornitologica internazionale è terminata da poco più di 1 ora e, come sempre, è inevitabile una passeggiata nei padiglioni che fino a poco prima ospitavano decine di migliaia di uccellini e di appassionati. Cinguettii, voci umane, movimenti: tutte tracce della presenza di vita, di una vita eccitata ed eccitante, segni dell’appartenenza ad una strana, incredibile nicchia del mondo reale. Profumi di mangime, di pastoncino, di cibo umano: segni concreti che c’è vita vissuta. E’ il caos creativo della vita, che stimola a condividere, a stare assieme, a fare.

Ora, un’ora dopo, soltanto un’ora dopo, tutto questo non c’è più. La inequivocabile traccia di vita è sostituita dal silenzio, dalla mancanza di suoni e di corpi, dalla presenza di sola materia inanimata, di montagne di rifiuti. E’ il post-vita, che stimola a riflettere, in solitudine,sulla bellezza dello stare assieme. Anche con gente che non conosci, che parla una lingua incomprensibile, che ha pelle, lineamenti, abitudini, profumi diversi. Ma di uguale ha una cosa importantissima: la tua stessa passione, i tuoi stessi interessi che lo spingono a cercare te, inevitabilmente, perché da soli non si fa ornitologia sportiva.

Questa è la riflessione che faccio ogni volta, in questo preciso momento della mostra, di fronte a questo attimo sospeso: tra la vita che non c’è più (la mostra) e l’inizio dello smantellamento (che prepara la nuova mostra, cioè la nuova vita). Riflessione che tutti dovremmo fare, una riflessione profonda che, se fatta seriamente,inciderà anche sul nostro, personale modo di comportarci: ogni nostra azione deve tenere conto che è opportuno non danneggi gli altri. Non è per un motivo altruistico, ma egoistico: se l’altro smette, io ne avrò un danno…... Non è solo per un motivo morale o di generosità o di rispetto umano, ma è perché, da soli, non si alimentano passioni, non si ha misura di noi stessi, non si realizzano obiettivi. Da soli, appunto, non si fa ornitologia sportiva.

Ecco, credo che, riflettendo su questo attimo sospeso, si riesca a capire il significato ed il valore profondo dell’ornitologica di Reggio: con la scusa degli uccelli si sta assieme, ci si ritrova, si scambiano non solo riproduttori ma sogni e programmi. E speranze. Stando assieme,ritroviamo un po’ di sicurezza, di fiducia; allontaniamo il senso di solitudine che pervade, di questi tempi non propriamente sereni, la nostra vita. Proviamo il piacere dell’appartenenza ad un gruppo, ci sentiamo a casa, anche se fra lingue e culture diverse.

Abbiamo una forza: la nostra passione ornitologica. E’ un importante valore.

Difendiamolo assieme.  

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