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AVIARIA: C'E' BISOGNO DI NON ESAGERARE....

Pubblicato: 29 agosto 2013

AVIARIA: C'E' BISOGNO DI NON ESAGERARE....

Adesso c'è bisogno di non esagerare con i vincoli....

Dunque: quarto caso e nuova ordinanza perfezionata. Il nuovo focolaio è sempre in uno dei luoghi precedentemente colpiti, identico il virus (H7N7- HPAI), identici i soggetti colpiti: pollame industriale allevato a terra all'aperto.

I provvedimenti di sicurezza adottati e riconfermati sono molto gravosi e colpiscono tutti i volatili di specie sensibili, compresi gli uccelli da gabbia.

Allo stato attuale e fino a scadenza delle ordinanze emesse (fine settembre) non si possono organizzare mostre ornitologiche in tutta l'Emilia Romagna

Questa è la disposizione di Ministero e Regione. Salvo proroghe.

Mettiamo in fila alcuni aspetti:

-il veicolo del virus sono i selvatici, sopratutto acquatici (anatre, oche....);

-nel 2005 fu incolpata dell'aviaria la filiera rurale, cioè il pollame allevato in famiglia, a terra, all'aperto. spiegazione: essendo all'aperto era facilmente a contatto con i selvatici portatori del virus.Quindi, provvedimento conseguente: vietato tenere volatili all'aperto, pena gravi sanzioni pecuniarie.

-nel 2013 i focolai esplodono in rapida successione in allevamenti industriali (come nel 2012). Si dice: il virus è stato portato da selvatici acquatici e si è propagato fra le galline ed i tacchini. Meccanismo noto. Ma ciò che sorprende, è che gli allevamenti industriali sono stati trasformati da allevamenti al chiuso, in gabbia, in allevamenti all'aperto, a terra.Motivi: produrre uova "biologiche" e garantire più benessere agli animali.Ben sapendo i rischi sanitari collegati.

Ovviamente è fin troppo facile fare dell'ironia su queste 2 paroline magiche : "uova come una volta" ( avviate alla distruzione) e "animali che stanno meglio" (il conto dei soggetti bruciati ha raggiunto il milione...)

-Quello che rende doppiamente incredibile la situazione è che si siano autorizzati allevamenti (industriali) all'aperto - primo stupore-nel delta del Po, habitat naturale da sempre di uccelli acquatici selvatici!- secondo stupore.

-Quello che invece non riesce più a stupirci e ci fa molto arrabbiare è il fatto che le rigidissime misure adottate colpiscono i nostri uccelli !

Abbiamo ripetutamente espresso una perlessità, abbiamo ripetutamente chiesto una spiegazione scientifica e/o pratica: perchè proibire le nostre manifestazioni se:

-nessuno finora ha dimostrato che il virus dell'influenza colpisce anche gli uccelli da gabbia ( non conosciamo casi riportati in letteratura);

-i nostri uccelli sono allevati in condizioni totalmente diverse dal pollame industriale. Innanzitrutto sono al chiuso e poi non hanno contatti con prodotti e mezzi che frequentano altri allevamenti.

Abbiamo chiesto incontri urgenti alla Regione ed al Ministero: speriamo di avere successo.

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