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AVIARIA: INTERVIENE COMMISSIONE EUROPEA-Aggiornamento 6

Pubblicato: 24 agosto 2013

AVIARIA: INTERVIENE COMMISSIONE EUROPEA-Aggiornamento 6

La Commissione europea interviene sul "caso aviaria Italia" con una decisione del 21 agosto, che alleghiamo nella parte più significativa.

Occorre coniugare consapevolezza e serenità, attenzione e fiducia nelle istituzioni (nazionali e sovranazionali) preposte. Non si tratta di esprimere pareri, ma di assumere decisioni operative a tutela del patrimonio zootecnico nazionale ed europeo e della salute dei cittadini. Il fatto che il rischio di contagio umano sia modesto, considerate le condizioni igieniche e preventive adottate nel nostro Paese, non deve fare dimenticare che il rischio non è zero e che tutti abbiamo il dovere di tutelare uomini e animali.

Ora è tempo che parlino le istituzioni e che agiscano con la massima trasparenza: non è tempo nè tema da gossip.Cogliamo l'occasione per ricordare che esistono specifici protocolli che i Paesi della Comunità sono tenuti ad applicare e che ogni decisione locale (regione) o nazionale (Ministero) viene inviata alla Commissione comunitaria.

Seguiamo con attenzione e fiducia l'evolversi della situazione.


DECISIONE DI ESECUZIONE DELLA COMMISSIONE

del 19 agosto 2013

riguardante alcune misure di protezione contro l'influenza aviaria ad alta patogenicità appartenente al sottotipo H7N7 in Italia

[notificata con il numero C(2013) 5521]

(Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(2013/439/UE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

vista la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 4,

vista la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno (2), in particolare l'articolo 10, paragrafo 4,

considerando quanto segue:

(1)

L'influenza aviaria è una malattia virale contagiosa dei volatili, compreso il pollame. Il contagio del pollame domestico con i virus dell'influenza aviaria provoca due forme principali di tale malattia, che si distinguono in base alla loro virulenza. La forma a bassa patogenicità causa, in genere, solo sintomi lievi mentre quella ad alta patogenicità comporta tassi di mortalità assai elevati nella maggior parte delle specie di pollame. Tale malattia può avere gravi conseguenze per la redditività degli allevamenti avicoli.

(2)

L'influenza aviaria colpisce soprattutto i volatili, ma in determinate circostanze possono essere infettati anche gli esseri umani, benché tale rischio sia in genere limitato.

(3)

In caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria, esiste il rischio che l'agente patogeno della malattia si diffonda ad altre aziende in cui vengono tenuti pollame o altri volatili in cattività. La malattia può quindi diffondersi da uno Stato membro ad altri Stati membri o a paesi terzi attraverso gli scambi di volatili vivi o dei loro prodotti.

(4)

La direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l'influenza aviaria (3), stabilisce alcune misure di prevenzione relative alla sorveglianza e all'individuazione precoce dell'influenza aviaria, nonché le misure minime di controllo da applicare in caso di comparsa di un focolaio di tale malattia nel pollame o in altri volatili in cattività. La direttiva prevede la creazione di zone di protezione e sorveglianza in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità.

(5)

L'Italia ha notificato alla Commissione la comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità del sottotipo H7N7 in un'azienda situata nel suo territorio, in cui sono tenuti pollame o altri volatili in cattività, e ha immediatamente adottato le necessarie misure prescritte dalla direttiva 2005/94/CE, compresa la creazione di zone di protezione e sorveglianza, che sono definite nelle parti A e B dell'allegato della presente decisione.

(6)

La Commissione ha esaminato tali misure in collaborazione con l'Italia, accertando che i limiti delle zone create dall'autorità competente di tale Stato membro si trovano ad una distanza sufficiente dall'azienda in cui è stata confermata la comparsa del focolaio.

(7)

Al fine di prevenire inutili turbative al commercio interno all'Unione e di evitare che paesi terzi impongano ingiustificate barriere agli scambi commerciali, è necessario definire rapidamente a livello dell'Unione tali zone create in Italia e disporre che non siano spedite dalle suddette zone verso altri Stati membri o paesi terzi partite di pollame vivo, pollame pronto per la deposizione di uova, pulcini di un giorno e uova da cova.

(8)

Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Articolo 1

L'Italia garantisce che le zone di protezione e sorveglianza create in conformità della direttiva 2005/94/CE, articolo 16, paragrafo 1, comprendano almeno quelle elencate nelle parti A e B dell'allegato della presente decisione.

Articolo 2

La presente decisione si applica fino al 23 settembre 2013.

Articolo 3

L'Italia è destinataria della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 19 agosto 2013

Per la Commissione

Tonio BORG

Membro della Commissione

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