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ALLARME AVIARIA-AGGIORNAMENTO 3 E 5

Pubblicato: 22 agosto 2013

ALLARME AVIARIA-AGGIORNAMENTO 3 E 5

AVIARIA- ORDINANZA MINISTERIALE

 Si tratta di un Dispositivo dirigenziale emanato dal Direttore Generale dell’Uff. III del Ministero Salute .

Rileviamo che (aggiornamento n. 5):

-c'è l'ipotesi, da confermare, che il virus originario fosse LPAI - trasportato probabilmente da uccelli selvatici acquatici- cioè a bassa patogenicità, che si è poi trasformato negli allevamenti colpiti in HPAI, cioè ad alta patogenicità. Si tratta di un virus "infido" oltrechè mutevole facilmente: da qui la necessità di grande attenzione;

-dai dati disponibili non risultano correlazioni con altri virus influenzali ad alta patogenicità individuati negli anni scorsi nè con il sottotipo H7N9 isolato recentemente in Cina (pericoloso);

-vengono adottate misure di controllo presso tutte le aziende appartenenti alla filiera in causa e ricadenti nelle seguenti regioni: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Marche, Umbria, Lazio.

Non ci sono riferimenti specifici agli uccelli da gabbia.

Causa i risultati delle indagini epidemiologiche svolte fino ad oggi, CONSIDERATO che l’indagine epidemiologica ha evidenziato tre allevamenti di ovaiole a rischio

per contatti indiretti, uno in provincia di Ferrara e due in provincia di Rovigo;

RITENUTO pertanto necessario, ai sensi dell’art. 10 comma 4 del Decreto Legislativo 25 gennaio 2010,n. 9, definire un’ulteriore area di controllo temporaneo che coinvolge partedel territorio della Provincia di Ferrara e della provincia di Rovigo;

vengono emanate disposizioni ulteriori, sempre con la finalità di evitare l’espansione del contagio al di fuori della regione Emilia Romagna.

Si tratta, quindi, di provvedimenti dovuti dal protocollo in questi casi e dettati da una doverosa e scrupolosa prudenza e non ad un aumento dei casi rilevati: sale il livello dell’attenzione e l’estensione del controllo.

Il provvedimento mostra la grande ed organizzata reattività del sistema sanitario preposto a questi momenti di crisi e merita la più ampia fiducia.

Il Dispositivo dirigenziale introduce:

1. Misure di controllo a livello nazionale

a. Misure di controllo

Negli allevamenti di galline ovaiole presenti nelle Regioni a maggior vocazione avicola

(Piemonte, Lombardia,Veneto Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna) devono essere

effettuati i controlli virologici e sierologici. Cadenza: settimanale

c. Misure di biosicurezza

Per impedire la diffusione dell'influenza aviaria, nella Regione Emilia-Romagna, nelle

Regioni contermini e nelle eventuali Regioni coinvolte, tenuto conto della continua

evoluzione della situazione epidemiologica e della presenza in più regioni di allevamenti appartenenti alla filiera avicola, di cui al precedente punto a., oltre alle misure già previste,dovranno essere garantite le misure di biosicurezza

d. Separazione funzionale

Le filiere avicole operanti sul territorio della Regione Emilia-Romagna devono garantire

l’attuazione di una procedura di netta separazione funzionale tra la Regione Emilia-

Romagna e la restante parte del territorio nazionale e comunitario.

 

Ed inoltre:

 

3. Misure aggiuntive fondate sull’indagine epidemiologica

Ai sensi dell’art. 10comma 4 del D.L.vo 9/2010, è istituita una zona di controllo

temporaneo che ricomprende il territorio dei comuni di cui all’allegato I al presente

provvedimento (segue una serie di comuni circostanti i due focolai di Ostellato e Mongardo).

Il Servizio veterinario dell’ASL garantisce l'applicazione nelle aziende a carattere

commerciale di galline ovaiole, riproduttori, tacchini da carne, delle misure di seguito

elencate:seguono le misure (indagini epidemiologiche) prescritte.

 

Vengono previsti anche provvedimenti di controllo per i mammiferi domestici e per altre specie avicole eventualmente presenti nelle aziende sottoposte a controllo.

 

Continueremo a seguire con grande attenzione l’evolversi di una situazione che suscita allarme ed attenzione operativa, ma che viene affrontata con una specifica unità di crisi e protocolli nazionali ed europei studiati allo scopo di evitare il diffondersi del virus H7N7.

Le autorità ricordano che tale virus è compatibile con l’uomo ma il rischio è limitato ai lavoratori del settore nelle aziende sotto controllo, mentre non vi è alcun rischio per i consumatori.I lavoratori sono ovviamente già sottoposti ad attenta valutazione.

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