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ASSEMBLEA DI BILANCIO 2012: ANALISI E RIFLESSIONI ( 3-fine)

Pubblicato: 19 aprile 2013

3-La revisione delle regole

Ho già avuto modo di esprimere riflessioni su questo tema.

In questa sede mi preme concentrarmi- più che sui contenuti- sul “clima” con cui in Assemblea si è vissuta questa parte dell’ordine del giorno, sul risultato raggiunto e sugli obiettivi immediati.

3.1-Il clima

- Per chi ha memoria delle passate assemblee è parso evidente la notevole partecipazione dei delegati: oltre 170 associazioni rappresentate è difficile trovarle anche in occasione del rinnovo del CDF.

-Ma non solo presenza“fisica”: in evidenza anche le proposte di integrazione alla bozza della commissione. In alcuni casi introducendo problematiche rilevanti, in altri di carattere molto specifico e locale: comunque il contributo di associazioni e raggruppamenti è stato significativo. Carenze nell’informazione (le proposte di modifica non possono arrivare in Assemblea: tecnicamente è impossibile gestirle) e nel percorso organizzativo di consultazione della base hanno prodotto qualche confusione di troppo, perdendo in efficacia.

-La caratteristica migliore è stata però, a mio giudizio, l’attenzione con cui il dibattito è state seguito e la partecipazione anche emotiva. Credo non sia sfuggito a nessuno che fino all’ultimo pareva prevalesse l’orientamento a rinviare l’approvazione dei due regolamenti. I delegati hanno cambiato parere solo agli ultimi interventi: è stato un bel dibattito, vero, utile per arrivare al giudizio dei delegati. Di questo- che è una novità- credo dobbiamo andare orgogliosi.

-E’ apparso anche abbastanza evidente il malumore con cui si è lamentato la limitata possibilità di incidere sulla bozza, vuoi per lo scarso tempo a disposizione, vuoi per il mancato accoglimento delle richieste di modifica avanzate da qualche associazione. E qui, forse, è opportuno che riflettiamo su quali meccanismi sono praticabili nella realtà e sui contenuti inseribili nelle carte fondamentali del Movimento.Il percorso richiesto da qualcuno (ed in parte adottato) è certamente impraticabile, poiché inefficace: bozza inviata ad associazioni/raggruppamenti,raccolta delle proposte, modifica della bozza della commissione, reinvio per innescare una nuova consultazione…….E’ evidente che è un percorso che non avrà mai fine: dunque, non praticabile Occorre un meccanismo più semplice e breve,il che significa che l’incarico alla commissione ed al CDF deve essere responsabilizzante, per accorciare il percorso detto. Ricordiamo che la conclusione passa comunque dall’Assemblea generale per l’approvazione definitiva.

-Sui contenuti e sull’accoglimento delle osservazioni: le carte fondamentali si occupano, per definizione, degli indirizzi e dei vincoli di interesse generale, indispensabili al funzionamento di tutta l’organizzazione. Il che significa che qualunque cosa sia contenuta nelle carte è applicabile a tutti gli associati. Non è possibile che in tali carte siano contenute disposizioni che riguardano uno o pochi associati. Questa riflessione fa capire perché molte osservazioni/richieste non possono essere inserite, ma possono essere accettate come nuovo tema di approfondimento.

Quello che è certamente utile fare è motivare i no alle proposte ricevute: è chiaro che il lavoro di elaborazione aumenta esponenzialmente, ma- probabilmente- occorre attrezzarsi a dare questo tipo di risposte: uno sforzo in più, ma motivato. In questo modo si ha il vantaggio di non portare in Assemblea generale l’insieme delle singole proposte/richieste: sarebbe, come detto, una discussione assurda.

3.2- Il voto

E’ apparso chiaro a tutti il tentativo di fare saltare il lavoro compiuto. I “conservatori” (chissà cosa devono conservare….) le hanno provate tutte, anche con argomentazioni“popolari”, per quanto ovvie: non abbiamo avuto il tempo di studiare per bene le proposte…

E’ apparsa chiara l’esistenza di due diversi schieramenti e dei loro componenti e sostenitori.

3.3- Le riforme richiedono continuità

Non basta avere idee innovative, non basta avviare le riforme: è decisivo concluderle ed applicarle. Non basta avere composto ( o programmato) una meravigliosa sinfonia: occorre suonarla! Occorre essere riformatori veri, che incidono peril bene dell'organizzazione, non riformatori di peluche !

I tempi della revisione delle carte statutarie si stanno dilatando inspiegabilmente (?). Siamo già a forte rischio di arrivare alla prossima scadenza del rinnovo del CDF senza la riforma dello Statuto e del Regolamento attuativo: cioè ancora con il bel porcellum FOI. Con le conseguenze inevitabili: non solo la vergogna di utilizzare un simile scempio, ma anche di produrre gravi spaccature fra il corpo degli allevatori e dei gruppi dirigenti (soprattutto…). Un contraccolpo sociale evidente che produrrebbe il blocco dei timidi tentativi di rinnovamento sbocciati in questa umida primavera e rinviati a data da destinarsi.

Solo gli ingenui non sanno quali strumenti vengono usati per sollecitare il voto,solo gli smemorati non ricordano ciò che è avvenuto nel passato. Per scrivereil futuro è indispensabile conoscere ed utilizzare il passato: ricordiamo il 2010, con il suo bel bilancio elettorale in perdita.

Insistere sulla conclusione in tempi stretti (entro settembre!) della stagione delle riforme delle carte (almeno Statuto, Regolamento Organico, CCTTNN) non è una fissazione snobistica: è un forte atto politico, per garantire realmente le condizioni per una svolta, per tutelare gli allevatori. Il resto sono chiacchiere da incantatori di serpenti, che solo i serpenti apprezzano….

Il 24 febbraio è stata avanzata un primo crono programma: disperso. Il 4 marzo è stato aggiornato: disperso. Il 15 aprile nuovo aggiornamento:ad oggi non ci sono notizie. Certo, c’è molto da fare, le giornate sono piene, non si trova il tempo….Allora prendiamo atto ed evitiamo di raccontarcela e di pettinare i capelli alle bambole.

Oppure,prendiamola seriamente, come assicuriamo, e procediamo sull’obiettivo, con precedenza assoluta.

E’il tempo delle scelte.

O le facciamo noi o le fanno altri e noi le subiremo.

Lo ripeto: io sono abituato a non subirle. Non per arroganza, ma per dignità e rispetto del mandato ricevuto dagli allevatori.

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