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IL FUTURO E' UN PROGETTO ( 6 )

Pubblicato: 11 aprile 2013

“VENGO ANCH’IO !”. “NO, TU NO !”

            Non è necessario scomodare i Romani (“Divide et impera”) di 2000 anni fa, e neppure Marx (“L’unione fa la forza”) di 200 anni fa. Basta ascoltare il nostro buonsenso: l’abbiamo ancora,sommerso dalle macerie del terremoto che ha travolto i pilastri su cui le nostre ultime generazioni avevano costruito, faticosamente, le loro sicurezze,i loro punti di riferimento. Recuperiamolo, spolveriamolo, guardiamolo con simpatia ed orgoglio. E rimettiamolo in circolo, per leggere le caratteristiche assunte oggi dalla nostra comunità, e capire le profondità di adeguamento necessarie da parte di ciascuno di noi, prima ancora che da parte degli altri.

            Provvedimenti sanitari a tutela della salute e della vita degli animali e degli umani:ricordiamo tutti il 2005, con il blocco di tutti i volatili  e delle mostre ed il divieto di importare uccelli, compresi quelli da compagnia, da Paesi extra UE, divieto che dura tuttora.

            Provvedimenti sul benessere animale emanati da centinaia, forse migliaia di Comuni, volti ad impedire, di fatto, la detenzione degli animali da compagnia.

            Provvedimenti riguardo lo smaltimento dei cadaveri degli animali da compagnia, di cui si parla nella news SOR del 10 aprile: sul piano pratico un colpo da maestro al rapporto uomo/animale da compagnia.

            Provvedimenti CITES, con i quali si segue una logica veramente originale: se si vuole proteggere le specie in libertà occorre contrastare il loro allevamento sportivo. Questa è- nei fatti-l’interpretazione italiana. Da cui burocrazia e sanzioni record.

            Adesso la grave crisi economica che colpisce tutti i cittadini, e, quindi, anche gli allevatori. I quali, dopo avere resistito per alcuni anni, cominciano a vacillare: calano i soci, diminuiscono le mostre, calano gli acquisti degli anelli. Il tutto si ripercuote sul sistema economico collegato al nostro settore, riducendo le già scarse risorse (quelle pubbliche sono scomparse da tempo…) che sostenevano le nostre attività.

 

            Se questo è il contesto, e non ci sono dubbi in proposito, il buonsenso e la ragione ci dicono che il Movimento sta vivendo in un habitat sconvolto e sfavorevole, manomesso da eventi che non è nei nostri poteri controllare. Se non agiamo rapidamente e correttamente, siamo destinati a scomparire come molte specie animali e vegetali. Con la differenza che nessuno costituirà una CITES per tutelarci in una qualche riserva…

Agire vuol dire difendere le nostre idee, il nostro spazio, il nostro hobby: peccato che abbiamo contro coloro che governano il sentimento ed i centri emozionali delle persone (gli ambientalisti estremi), ci bersagliano i centri di potere con armi pesanti (il sistema di normative), con proiettili nucleari (sanzioni da brivido sul piano economico).

            E noi che facciamo? Tutto ciò che serve a gratificare il nostro ego (di persone o di gruppo) e ben poco di quello che serve per avere reali possibilità di difesa: fare massa d’urto, coalizzarci, costruire una dimensione che comunichi forza ed incuta rispetto, dare un peso anche fisico alle idee ed alle intelligenti argomentazioni che pure possediamo.

            Vogliamo un esempio? Abbiamo parlato, sul Notiziario federale, del caso della tortora selvatica e della marzaiola: sono contemporaneamente in CITES in massima protezione e cacciabili.

Sono convinto che i tecnici non siano impazziti: sanno benissimo che entrambe le specie sono a reale e grave rischio di scomparsa, quindi giustamente in CITES. Ma è certo che la decisione finale è stata presa dalla componente politica ( il Parlamento europeo) e qui pare abbia prevalso la forza compatta della lobby (all’anglosassone, cioè in senso non dispregiativo) dei cacciatori.

            E noi che facciamo? Ci facciamo concorrenza interna: fra associazioni, che si moltiplicano (e rimpiccioliscono, cosicchè a livello locale non hanno forza),fra organizzatori di mostre (le concomitanze in calendario…), fra gruppi dirigenti (il sistema elettorale a squadre). Come se non bastasse oggi ci fregiamo della meraviglia di 2 o 3 o più “federazioni”, ciascuna con il medesimo hobby ma impegnata a cercare, creare, ricordare e valorizzare distinguo che nulla hanno a che fare con le minacce che caratterizzano il nostro cammino. Non sono una risposta,anzi.

            Certo,la storia del Movimento è caratterizzata da grandissimi scontri (soprattutto fra persone, piuttosto che fra visioni…) che ha prodotto polemiche,contrapposizioni furibonde ed a volte perfino ridicole, come nel caso di due associazioni che organizzarono la “loro “mostra nella stessa città e nello stesso giorno ! Però è anche vero che i tempi non erano così grami come gli odierni, le minacce non erano così incalzanti e potenzialmente letali come oggi. Così come è vero che il nostro Movimento ha sempre avuto ed espresso la capacità di mediare, di ricucire, di ricondurre, alla fine, ad unità gli allevatori sportivi. Ha sempre avuto ben chiaro che nell’unità abbiamo tutto da guadagnare e nulla da perdere.

            Come non ricordare gli scontri nell’immediato dopoguerra fra le varie sigle:Federazione Nazionale Canaricoltori- FNC, UNOI, UACI. Hanno riempito riviste,grazie anche alla sanguigna passione di Fernando Savino, che internazionalizzò il conflitto, con la costituzione di un’alternativa alla COM ufficiale di allora (A.O.I).Ed ognuna di loro aveva mille ragioni da sostenere e difendere, nessuna aveva chiaramente torto. E le persone che davano anima e corpo a tali organizzazioni erano nella gran parte stimabili, oneste, generose. Messi tutti assieme producevano tornado.E danni.

            Eppure,il 1° aprile (strana data, ma non fu uno scherzo…) 1951, i vari gruppi dirigenti trovarono la quadratura, fecero pace e diedero vita a FOI unificata.Il luogo? Il buffet della stazione ferroviaria di…..Piacenza! Esattamente 62 anni fa.

Ebbene sorge una domanda spontanea: se l’importanza dell’unità la capirono allora e la realizzarono,  volete che non ci riusciamo oggi? C’è davvero qualcuno che ha motivazioni così forti e convincenti da continuare a rispondere “No, tu no!” ?

Lo dica e lo spieghi in modo convincente, con buonsenso: io non ci credo.Credo invece che se le stesse persone ragionevoli mettono in soffitta le punte aguzze delle visioni ristrette e negative, i presunti torti subiti o immaginati, se pongono sul tavolo della discussione la passione degli allevatori da tutelare e le minacce esterne da disinnescare, se ritrovano il coraggio di dire la propria, senza tatticismi, giochi di squadra, attese che altri si pronuncino, se il confronto sarà davvero aperto ai singoli contributi personali, allora sì che costruiremo un Movimento che sarà la casa di tutti, di ciascuno, senza riserve, poichè ciascuno ha davvero partecipato a costruirla. Ne sarà orgoglioso e la difenderà a spada tratta, in ogni momento e per sempre.

La propria casa.

E il capo non sarà il padre-padrone, ma colui che avrà il compito di stimolare la partecipazione costruttiva di tutti, le loro idee, differenti ma confrontabili, e le loro azioni, differenti ma tutte indispensabili.

 

10 aprile 2013

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