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IL PROBLEMA SMALTIMENTO CARCASSE: RISOLTO

Pubblicato: 10 aprile 2013

IL PROBLEMA SMALTIMENTO CARCASSE: RISOLTO

QUAL’E’ IL PROBLEMA ?

 

Parliamo dei cadaveri degli esemplari di animali da compagnia che muoiono in casa o negli allevamenti sportivi: che farne?

Tutti pensavamo, fino a poco tempo fa che il cadavere del pesciolino rosso o del canarino potessero essere smaltiti semplicemente nei Rifiuti Solidi Urbani. Errore costosissimo: sanzioni previste da 10.000 a 70.000 euro !

E’ come se smaltissimo una testata nucleare.

Lo dice una serie di normative, che hanno il capostipite nel Reg. (CE) n. 1774/2002 della Comunità europea e trovano il sistema sanzionatorio italiano nel Dlgs . 36/2005,modificato con Dlgs. N. 186/2012. Senza rifare la storia di una regolamentazione, che sconta probabilmente un eccesso di semplificazione ed una carenza di conoscenza della complessa realtà degli animali domestici, andiamo direttamente alla recentissima conclusione, contenuta in una lettera di chiarimento ottenuta dal Ministero Salute-Direzione Generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e della nutrizione in data 3 aprile 2013. Riportiamo integralmente:

“Relativamente allo smaltimento da parte dei privati detentori di animali da compagnia di piccole dimensioni quali uccelli,pesci,tartarughe,roditori, in assenza di situazioni epidemiologiche particolari, di volta in volta stabilite dall’Autorità competente, si ritiene che le carcasse di questi animali, considerata anche l’irrilevante quantità, siano fuori dal campo di applicazione del regolamento sui sottoprodotti nelle logiche dell’art.2 del Reg. (CE) 1069/2009.

            Per quanto riguarda gli altri animali da compagnia, inclusi i cani e i gatti, le carcasse di questa specie sono da considerarsi materiale di categoria 1 e trattati nel rispetto dell’art. 12 del citato regolamento.

            In deroga al punto di cui sopra ed in attuazione dell’art. 19, paragrafo 1,lettera a) del Reg. (CE) 1069/2009 e nel rispetto delle altre norme vigenti, è consentito ai privati detentori di animali da compagnia , inclusi cani e gatti,lo smaltimento tramite sotterramento in terreni di privati o in aree autorizzate allo scopo (cimiteri per animali), secondo i criteri fissati con provvedimento di ciascuna Regione o Provincia autonoma”

 

Dunque, se prendiamo in considerazione solo le famiglie e gli allevatori sportivi che detengono uccelli ed altri piccoli animali da compagnia, il loro cadavere può essere smaltito negli RSU o sotterrato in area privata, senza particolari procedure, in quanto tali animali non rientrano nei Regolamenti comunitari.

A titolo informativo, lo smaltimento previsto fino alla precisazione ministeriale di cui sopra consiste in un percorso costituito da trasporto in appositi contenitori fino all’incenerimento, il tutto attraverso mezzi,attrezzature,impianti e processi omologati e specificamente autorizzati. Con i relativi costi a carico del detentore.

Ovviamente la precisazione ministeriale è la conseguenza dell’intervento delle 3 organizzazioni intestatarie della comunicazione: FOI, AISAD, AIPA, attivatesi non appena venute a conoscenza dell’esistenza dei regolamenti e delle sanzioni stellari previste.

Tutti possiamo comprendere che effetti devastanti sul rapporto uomo/animale  avrebbe avuto la precedente interpretazione.

 

10 aprile 2013

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